"I REDUCI" AL TEATRO "GARIBALDI", MERCOLEDI' 24 FEBBRAIO, ORE 20,30
23/02/2010 | Un giallo del sentimento, regia di Carlo Bruni
"I REDUCI"
un giallo del sentimento
di Michele Bia, Carlo Bruni e Michele Santeramo
regia Carlo Bruni
con Nunzia Antonino, Ippolito Chiarello
Christian Di Domenico, Franco Ferrante, Michele Sinisi
spazio e luci Vincent Longuemare
costumi Luigi Spezzacatene
sartoria Artelier - Casa d'Arte Bari
assistente alla regia Alessandra Lanzilloti
direzione tecnica Pino Loconsole
amministrazione Caterina Wierdis
in co-produzione con
Mittelfest 2008 - Castel dei Mondi 2008
Teatro Rossini di Gioia del Colle - Teatro Minimo
un progetto Teatri Abitati sensi contemporanei
realizzato con il sostegno di
Ministero per I Beni e le Attività Culturali
Ministero per lo Sviluppo Economico
Regione Puglia - Teatro Pubblico Pugliese
Città di Barletta - Teatro dei Borgia
I Reduci - Un giallo del sentimento, scritto da Michele Bia, Carlo Bruni e Michele Santeramo, per la regia di Carlo Bruni e con quattro magnifici interpreti: Nunzia Antonino, Ippolito Chiarello, Christian Di Domenico, Franco Ferrante, Michele Sinisi.
Il sipario si apre su una scena buia, un leggero carillon di sottofondo. La vicenda ha per protagonisti un medico che ha in cura due pazienti con problemi di memoria. Uno dimentica anche le cose più elementari, se deve uscire di casa deve scrivere sull'agenda ''Devo uscire'', l'altro invece, in seguito ad un incidente, ha cancellato tutto il suo passato fino a quell'evento. I due personaggi, magnificamente interpretati, esprimono un misto di ironia e dramma che pervade in realtà tutta l'opera. La stupenda protagonista femminile è invece la compagna del medico, sua ex-paziente, lei non soffre di dimenticanza bensì di un doloroso ricordo. La scena si svolge a casa del medico, dove i pazienti e la donna si incontrano, innescando una reazione a catena incontenibile che esploderà nello sfogo finale della donna personificazione dei ricordi che il paziente reduce dall'incidente ha invece dimenticato. Non può ricordare da sola, anche lui deve soffrire come sta soffrendo lei.
La musica, le luci e il buio disegnano egregiamente i contorni dei sentimenti contrastanti dei personaggi: ricordare o dimenticare? E quando il dubbio attanaglia i personaggi, prima che il dramma esploda, nulla è meglio di un ballo, un divertente processo catartico che per un attimo permette di rilegare dubbi e pensieri, ricordi e non ricordi in una specie di deposito bagagli.













