Cultura

BIBLIOTECHE

Un punto di riferimento per molti studiosi era ed è rappresentato dalla Biblioteca comunale "Pompeo Sarnelli", ubicata nello storico edificio del monastero di Santa Croce, in via Frisari nel cuore della città. Nella biblioteca sono conservati oltre 16000 volumi di ogni genere, fra cui libri rari ed antichi.
Inoltre, presso il Seminario vescovile è presente la Biblioteca diocesana "San Tommaso d'Aquino" ed un archivio con numerosi fondi.

ISTRUZIONE

Nella città di Bisceglie sono presenti le seguenti istituzioni scolastiche:

  • Il Primo Circolo Didattico "Edmondo De Amicis"
  • Il Secondo Circolo Didattico "Don Tonino Bello" e "prof. arciprete Vincenzo Caputi"
  • Il Terzo Circolo Didattico "San Giovanni Bosco"
  • Il Quarto Circolo Didattico
  • La Scuola Media "Cesare Battisti"
  • La Scuola Media "Riccardo Monterisi"
  • La Scuola Media "Galileo Ferraris"
  • Il Liceo Scientifico, Linguistico e Coreutico "Leonardo Da Vinci"
  • L'istituto Tecnico Commerciale "Giacinto Dell'Olio"
  • L'Istituto d'Istruzione Superiore "Sergio Cosmai" (Servizi Commerciali)
  • L'Istituto Professionale per attività industriali e marinare "Amerigo Vespucci"
  • Il Seminario Minore diocesano "Don Pasquale Uva"

MUSEI

Nello stesso complesso monastico, che ospita la biblioteca comunale, è insediato il Museo civico archeologico "Francesco Saverio Majellaro", ricco di reperti ritrovati nei vari giacimenti archeologici dell'agro biscegliese.
Nell'ex palazzo episcopale, contiguo alla cattedrale di Bisceglie, è ubicato il Museo diocesano (Bisceglie).

LA BANDA MUSICALE DI BISCEGLIE

Bisceglie, città che diede i natali al grande chitarrista Mauro Giuliani e al flautista di fama europea Sergio Nigri, mantiene un'antica tradizione musicale che si tramanda anche attraverso la sua banda.

Il primo gruppo musicale stabile della città risale al 1832. Dieci anni dopo, nel 1842 la banda, diretta dal Maestro Biagio De Gaudio, era composta da 29 bandisti.
Negli anni successivi, sotto la direzione del maestro Emmanuele Gotus di Napoli, la banda di Bisceglie ottenne un discreto successo. In questo periodo i 33 bandisti indossavano l'elegante “uniforme di panno bleu, con collaretto e paramani color scarlatto, ornati di galloni d’argento e con lira ricamata in argento nella estremità delle falde”.
Nel 1863, la direzione del corpo musicale venne affidata al maestro Roberto Curci di Barletta, figlio del rinomato musicista Giuseppe, che ne istituì una scuola di musica.
Successivamente, nel 1869, ereditò la bacchetta del direttore il maestro Biagio Abbate di Bitonto, padre dei maestri Gennaro ed Ernesto, che condurrà il corpo musicale in una ricca stagione di successi.
Nella prima metà del Novecento, l'attività bandistica fu modesta, talvolta discontinua, anche a causa delle ridotte risorse che venivano stanziate dall'amministrazione comunale.
Al termine del secondo conflitto mondiale, il corpo bandistico riprese lentamente le stagioni concertistiche e nel 1963, sotto la direzione del musicista e compositore Cataldo Gigante di Molfetta (uno dei primi maestri di Riccardo Muti)[34] attraversò un intenso periodo di produzione musicale.
Nella storia recente della banda di Bisceglie è da annoverarsi il nome del maestro Raffaelle Miglietta di Taranto che dal 1989 al 1994 è stato protagonista con la banda da giro di Bisceglie di grandi stagioni concertistiche apprezate su tutto il territorio nazionale.

CUCINA TIPICA

La cucina tradizionale biscegliese è in perfetto equilibrio tra terra e mare.
I piatti tipici sono: ceci e cavatelli; ceci e pasta; cime con strascinati (orecchiette) e cardi (piante di carciofi lessate e cucinate in brodo con l'uovo); cime e strascinati assése; patate, cozze e cocozze al forno; sevéirchie de checòzze e chechezzéidde mbregatorieciammarechéidde cu premedòlel'arancia rotta all'acqua; lo sfricone; l'acquasalela cialdédde; strascinati e cime di rapa; pane, pomodoro, olio e sale.
Completano queste pietanze: il pesce, servito in tutte le salse, tra cui quello servito alla griglia e "u ciambotte", ma anche prelibatezze marinare come alici marinate, ricci, piccoli polpi e seppioline crude condite con limone e olio e cozze crude oppure cotte; le braciole e l'arrosto di castrato; le gnimbredde.
Tra la frutta, primeggiano le ciliege di Bisceglie, l'uva da tavola del genere "baresana" (detta anche turchesca o lattuario bianco), l'uva "regina" e l'uva "cardinale".
Una tipica ghiottoneria locale è il calzone, una focaccia ripiena di sponsali lessati e baccalà, olive nere, acciughe, diabuicchie (peperoncino) e uva passa. Un'altra varietà di calzone è preparata con pomodori, ricotta forte e cipolla. Rientra nella tradizione mangiare il calzone alla vigilia dell'Immacolata ed alla vigilia di Natale.
I dolci tipici della cucina locale sono: le cartellate, dolci preparati in occasione delle feste natalizie; i pizzetti fatti con mandorle arrostite, zucchero e cacao; i marzapane; le sapienze, fatte con farina, zucchero e marmellata; le ciambelle, fatte con farina e uova e inzuppate nel giléppe (glassa), preparate per le feste pasquali; le zeppole, fatte con uova, farina, un po' di burro e fritte in forma di taralli servite in occasione della festa di San Giuseppe; la schiuma di uova; la scarcellau seseméiddela còlve, preparata il giorno dei morti con grano bollito condito con abbondante vin cotto, mandorle tritate, pezzi di noce, pezzetti di cioccolato, chicchi di melograno; le pestazze e la monacau calzengéiddeil "sospiro". Quest'ultimo è il dolce tipico biscegliese più famoso.

IL DIALETTO

“Lingua odorosa di terra e di mare, sobria come il nostro pane, violenta come il nostro sole, rude e amara a volte, ma sempre sincera e virilmente ottimista” così il professor Mario Cosmai, dopo aver vivisezionato con acume e rigore scientifico la parlata tipica de Vescégghie, si congedava nel suo libro sul dialetto biscegliese.
Su di esso vi è una leggenda popolare secondo cui San Nicola Pellegrino, arrivato in Puglia dalla Licia per diffondere il Vangelo, giunse a Bisceglie. Quì gli abitanti rimasero insoddisfatti e delusi del Santo, tanto che lo scacciarono in malo modo. San Nicola, risentito, pregò Dio che punisse i biscegliesi storpiando la loro parlata.
Ma, andando oltre la leggenda, il dialetto biscegliese afferisce al gruppo settentrionale dei dialetti pugliesi. In esso è possibile individuare i due principali rami di derivazione: il latino popolare, e la lingua nazionale.
La fonetica del dialetto è regolata da leggi rigorose e costanti, soprattutto se si tiene conto del processo di trasformazione dalla lingua più antica, come il latino popolare, alla lingua più recente, come il dialetto. A mo' di esempio, il passaggio del suona PJ latino nella doppia cc dialettale, rappresenta una legge fonetica, come in SAPJO (latino) da cui deriva sacce (dialetto). Sul piano etimologico, ci sono alcune parole che derivano dal greco, altre dal latino popolare, la maggior parte dei termini deriva dall'italiano che va conquistando sempre maggior spazio. Ma oltre ai grecismi antichi, vi sono anche i germanismi, i bizantinismi, gli spagnolismi, gli arabismi, i francesismi e tracce di lingua pre-indoeuropea.
Il dialetto biscegliese vanta interessanti studi svolti in passato ed anche negli ultimi decenni. Nel 1892, Domenico Pastore, dopo aver partecipato e vinto un concorso nazionale organizzato dal Ministero della Pubblica Istruzione nel 1890, pubblicò il dizionario italiano – biscegliese e biscegliese – italiano.
Successivamente, nel 1925, l'arcidiacono, studioso di latino e greco, Francesco Cocola diede alle stampe “il vocabolario dialettale biscegliese – italiano” comprendente 12778 voci. Quest'ultima opera rimane un punto di riferimento per il recupero di vocaboli che sono scomparsi o rischiano di scomparire.
Per completare il panorama degli studi sul dialetto biscegliese risultano importanti i lavori, che seguono un ordine cronologico, svolti da Jolanda De Gregorio, dal linguista russo V. F. Sciscmarev e da Luca De Ceglia con il suo “Dizionario dei soprannomi biscegliesi nei secoli XVI – XVIII”. A Bisceglie è sempre stata ricca la produzione di testi dialettali, di poesie, stornelli satirici, e prose in vernacolo, sui periodici locali come la Riscossa, Il Palazzuolo ed Il Biscegliese.
I poeti dialettali che vantano una vasta e interessante produzione sono: Riccardo Monterisi, Matteo Dell'Olio, Eugenio Monopoli, Sergio Di Clemente e Gianni Rigante.

 

fonte: wikipedia#Bisceglie

 
Ultima modifica: Dom, 27/12/2015 - 11:12