Monumenti e Luoghi d'interesse

Bisceglie nasce asseragliata sul mare, intorno ad un antico porto, tutt'ora attivo. Nella città intra moenia, fatta di strade strettissime e alte, e di volte che le scavalcano, difesa a filo dal castello federiciano e dalla torre Maestra, sorge e domina dal punto più alto la cattedrale, sorgono antiche chiese e monasteri, antichi palazzi nobiliari e un antico teatro. La città intra moenia costituisce una imponente monumentalità tale da sembrare fatta in un unico pezzo, scavato e bucato. Andando “oltre”, la città extra moenia è ricca di chiese e conventi, di palazzi, ville e casali. Ci sono perfino i dolmen e le grotteanticamente abitate. Tutto ciò testimonia una storia che si perde nella notte dei tempi.

 

ARCHITETTURE RELIGIOSE

Concattedrale di San Pietro Apostolo

Edificata fra il 1073 e il 1295, la Concattedrale di San Pietro Apostolo è una costruzione romanico pugliese.
L'edificio, orientato secondo l'asse est-ovest, si sviluppa su una pianta longitudinale a tre navate, tre absidi non denunciate all'esterno della parete muraria e un transetto su cripta. L'alzato, invece, si sviluppa su pilastri e matronei con la copertura della nave centrale a tetto.
Sulla facciata, rimaneggiata con l'apertura di tre finestre in stile barocco, è addossato un pregevole protiro disposto sopra l'ingresso principale. Nel corso dei secoli alcuni corpi di fabbrica, destinati a cappelle, vennero addossati alla navata esterna meridionale.
All'interno, ristrutturato nel Settecento, spiccano gli stalli intagliati del Coro in legno di noce proveniente dalla badìa benedettina di "Santa Maria dei Miracoli" in Andria.
Nella cripta sono conservate le sacre reliquie dei tre Santi protettori Mauro, Sergio e Pantaleone. Le reliquie furono rinvenute a Bisceglie nel 1167; secondo la tradizione, Sergio e Pantaleone erano due cavalieri che, giunti in Puglia per arrestare il vescovo Mauro, furono invece da questi convertiti al cristianesimo e successivamente martirizzati dal proconsole romano di Venosa. Ai tre Santi la città di Bisceglie si affidò in occasione della peste del 1736, del colera del 1836 e in altri momenti di pericolo.
I recenti restauri, hanno restituito un enorme affresco, raffigurante San Cristoforo dipinto intorno all'Ottocento dal pittore Vito Calò, sulla parte esterna della omonima cappella.

Chiesa di Sant'Adoeno

Edificata nel 1074 all'interno delle mura, dopo la Cattedrale, è la chiesa più antica di Bisceglie. E' una delle chiese italiane di più diretta filiazione francese. Le origini, ravvisabili nella denominazione Sant'Adoeno o Sant'Audoeno (Saint Ouen) vescovo di Rouen, sono collegate ai soldati conquistatori Normanni. L'abbazia conserva una piccola reliquia del Santo, proveniente dalla Normandia.
La facciata, a cuspide, è in conci di pietra calcare, caratterizzata da un timpano mozzato che è coronato da un'aquila sovrastante una fiera. Essa, è bucata in mezzeria da un piccolo rosone a cinque mensole recanti 4 leoni romanici e la statua del Santo.
Su di essa sono evidenti i segni dei Maestri comacini. La pianta della chiesa è a tre navate.
All'interno vi è una fonte battesimale in pietra del XI sec. con sei figure scolpite ad altorilievo, recentemente restaurata.

Chiesa di Santa Margherita

Edificio di impostazione romanico pugliese, venne fatto costruire fuori dalla cinta muraria nel 1197 dalla famiglia nobile dei Falconi. La chiesa, rimasta immune da rimaneggiamenti posteriori, esprime un'architettura piacevole fatta di armonia e semplicità. La costruzione è interamente in pietra calcare locale tagliata a corpi disuguali. La pianta, a croce greca, è coperta da una cupola centrale su pennacchi e abside semicircolare. La facciata è coronata da un frontone triangolare fregiato da archetti rampanti e da una rosa scolpita con la sigla della Santa.
La cupola è coperta da un tetto a piramide, con conci di pietra disposti a piccoli gradini.
Nella parte esterna, sono addossati sul finco sinistro tre sepolcri dei Falconi: il primo sepolcro, incompleto, con figura giacente di guerriero, è dedicato a Basilio e Mauro Falcone; il secondo, dedicato a Riccardo Falcone, opera di Pietro Facitulo barese, ha un ricco baldacchino ornato di rilievi e trafori; il terzo sepolcro, destinato ai fanciulli dei Falconi, opera di Anseramo da Trani, ha un bizzarro baldacchino ad arco trilobo su due colonnine.

Altre chiese di Bisceglie

Vanno annoverate per notevole interesse storico – architettonico le seguenti chiese intra moenia: La chiesa di San Matteo, edificata nel 1090 dal vescovo Mancusio, distrutta da un incendio nei primi del'600, e riedificata nel 1628. La chiesa di San Nicola, costruita nell'antica strada ospedale intorno al 1080. La chiesa di San Nicolò del Porto (abbandonata) venne costruita intorno al 1300 in strada Caldaia[19] nei pressi del porto, distrutta in parte nel 1384 quando le milizie di Carlo di Durazzo penetrarono nella città, saccheggiandola, proprio attraverso il muro di questa chiesa. La chiesa di San Domenico (Santa Maria del muro) con l'annesso convento (attuale Palazzo di Città), venne eretta nel 1502. La chiesa del Purgatorio, costruita in prossimità del castello nel 1638. La chiesa di San Luigi con l'annesso monastero delle Clarisse fu edificata sull'antico tempio di San Ludovico nell'anno 1638. La chiesa del Salvatore o del Santissimo eretta in corrispondenza dell'antica strada Caldaia nel 1649. La chiesa di Santa Croce e l'annesso monastero venne costruita intorno al 1650 in prossimità del bastione di porta Zappino.
Nella città extra moenia è opportuno considerare per interesse storico – architettonico le seguenti chiese: La chiesa di San Lorenzo, contigua all'antico convento dei frati Minori Osservanti, costruita nel 1478. La chiesa della Santa Madre della Misericordia, eretta nel 1645. La chiesa di Santa Maria di Passavia, edificata in prossimità del pomerium[20] (attuale Palazzuolo e villa comunale) nel 1747. La chiesa di Sant'Agostino, costruita nel 1845.

ARCHITETTURE MILITARI DI BISCEGLIE

La città conserva la torre maestra, punto di riferimento per tutto il territorio ormai da oltre un millennio, il castello ed una buona parte delle mura di cinta aragonesi, limes del nucleo più antico della città rispetto all'espansione urbana avvenuta fuori le mura.

La torre maestra ed il castello

La torre maestra fu fatta erigere verso il 1060 dal conte Pietro di Trani. Interamente costruita in pietra calcare locale, rappresenta l'elemento dominante della città con i suoi 27 m di altezza.
Per dimensioni e caratteristiche di fabbrica può essere considerata analoga alla torre normanna di Rutigliano. E' da essa che ogni giorno, sin dai primi anni del dopoguerra, alle ore 8.00 ed alle ore 12.00, si diffonde in tutta la città l'ormai tradizionale segnale sonoro di una potente sirena, usata durante il secondo conflitto mondiale come allarme aereo.
Il castello, probabile opera del periodo svevo, è formato da un recinto quadrilatero sostenuto da quattro torri angolari - quadre e da una quinta torre, più piccola, inserita all'interno della cortina muraria. L'accesso al fortilizio avveniva a mezzo ponte elevatoio. All'interno vi erano gli alloggi dei militi, le stalle, la chiesetta di San Giovanni ed un palatium. All'esterno del recinto si stagliava la torre maestra che era collegata ad esso tramite un ponte elevatoio. Verso la metà del 1500, con la nuova cinta muraria della città, il castello fu riconosciuto inefficiente e venne disarmato.
Attualmente la struttura è sottoposta ad un intervento di restauro che ne consente solo la fruizione esterna dei corpi di fabbrica.

Le mura difensive aragonesi

Agli inizi dell'età moderna, il sistema difensivo medioevale di cui la città era dotata, venne sostituito da una nuova cinta muraria, che seguì quasi ovunque il tracciato precedente. La nuova murazione della città aveva due porte: una orientata a nord – ovest detta porta Zappino (ove attualmente sorge il teatro Garibaldi), e l'altra orientata sul porto e chiamata porta di mare. Ai tre lati della cinta muraria vi erano tre torrioni. Nella seconda metà del XVI sec. A seguito delle minacce turche, sempre più insistenti, le mura furono rafforzate con cinque baluardi pentagonali. Intorno ad esse vennero scavati enormi fossati. A sud della cinta muraria, olltre la porta Zappino, si estendeva un enome pomerium (il suolo su cui attualmente si sviluppa la villa comunale ed il palazzuolo). Gran parte delle strutture di fortificazione è attualmente fruibile e visibile, soprattutto sul versante del porto e lungo la via che ad esso giunge.

ARCHITETTURE CIVILI

“Bisceglie contava non poche opere dei secoli della sua maggiore prosperità, che il tempo ha distrutto, ma che pur son ricordate dai cronisti locali”, così il critico d'arte Demetrio Salazaro si congedava con la città nel suo libro Puglia Medievale. Per questo è opportuno annoverare fra le architetture civili della città alcuni importanti palazzi, significativi dal punto di vista storico – architettonico, il teatro comunale costruito laddove vi era uno teatri più grandi del regno di Napoli, ed infine l'antico porto.

I Palazzi di Bisceglie

Seguendo un percorso cronologico, fra gli edifici rilevanti di più antica costruzione vi è il palazzo Ammazzalorsa, eretto intorno al 1400 sulla muraglia nella zona prospiciente al porto. L'edificio, restaurato nei primi anni del '900, possiede una raccolta privata di dipinti del Grosso (XX secolo), alcune sculture del Dossena (XX secolo), e varie collezioni di porcellane, armi e carrozze.
In largo Sant'Adoeno sorge il palazzo detto di Lucrezia Borgia, costruito nel XV secolo e caratterizzato da una facciata realizzata a bugne.
Nel 1556 venne edificato sulla muraglia (attuale via Frisari) il palazzo Frisari. L'edificio presenta una elegante facciata lavorata a bugne a punta di diamante nel piano superiore.
Sempre in età rinascimentale fu edificato in via Tupputi, all'angolo di via cardinale dell'Olio, il palazzo Tupputi. Questo elegante edificio, caratterizzato da una facciata in bugne a punta di diamante nel piano superiore, conserva all'interno alcune colonne di granito numidico acquistate nel secolo XVI e provenienti dal duomo di Giovinazzo.
Nel 1776 fu fatto erigere da Biagio Manes, un capitano spagnolo che si era stabilito a Bisceglie, l'omonimo palazzo Manes. L'edificio, che si sviluppava su tre livelli (piano terra destinato a deposito, piano nobile e secondo piano), venne costruito a cavallo fra la muraglia e via San Domenico.
Risale verso la metà del XVIII secolo la villa Fiori, detta anche palazzo Fiori, fatta costruire dalla famiglia nobile Fiori, originaria di Sorrento. Questo edificio, costruito extra moenia nell'attuale via Montegrappa, presenta, secondo un linguaggio architettonico barocco, una facciata preceduta da una doppia rampa che raggiunge il piano nobile.

Teatro "Garibaldi"

L'edificio fu costruito sul suolo occupato dal demolito "teatro della polveriera", all'interno dell'antico bastione di Zappino. Le vicende legate alla concessione edilizia ed alla costruzione del teatro furono piuttosto travagliate. Il progetto, affidato all'architetto Giuseppe Albrizio dall'amministrazione comunale nel 1861, venne portato a termine nel 1872.
Nel 1870 vennero completati i lavori di muratura, mentre nei due anni successivi furono realizzati gli arredi interni, la scenografia, le decorazioni sul soffitto e l'impianto per l'illuminazione.
Nell'inverno del 1872 il teatro fu inaugurato con il "Rigoletto" di Giuseppe Verdi e dedicato all'eroe dei due mondi, Giuseppe Garibaldi, il quale non potendo partecipare all'evento, inviò una lettera scritta di pugno con cui ringraziava il Comune di Bisceglie di un così grande onore.
Il teatro presentava una elegante facciata secondo un linguaggio architettonico neoclassico. Lo spazio interno si sviluppava su tre ordini di palchi ed una platea con 200 posti. La copertura, con struttura in legno, presentava due falde.
Agli inizi del '900 venne rinnovata la facciata ed aggiunti due rilievi in stucco raffiguranti figure femminili, mentre negli anni successivi cominciarono a manifestarsi i primi segni di decadenza della struttura che durante la prima guerra mondiale fu adibito a deposito di alimenti ed a cinematografo.
Nel 1954 il teatro fu assoggettato ad una serie di demolizioni interne e destinato a struttura cinematografica.
Nel 1981 il Ministero dei Beni Culturali ha dichiarato l'immobile come bene di interesse storico - artistico.

 

fonte: wikipedia#Bisceglie

 
Ultima modifica: Dom, 27/12/2015 - 11:00